Evil Angel
Atterri sulla pagina dello studio e sembra di trovarsi nella playlist privata di qualcuno di piccoli film — il tipo di posto gestito da persone che si preoccupano più di un’idea che di un marchio. Ogni pezzo sembra provenire dalla testa di un singolo regista: testardo, specifico, non cerca di piacere a tutti. Il gusto di quel regista si manifesta in piccole cose — il modo in cui la luce si posa su un tavolo, il leggero troppo lungo fermo della camera su un volto, il curioso oggetto che continua a riapparire.
Il lavoro qui favorisce la verità rispetto alla lucidatura. La camera non nasconde le cuciture; si avvicina, si muove quando vuole e a volte respira con le persone nel fotogramma. I tagli non sono appariscenti; arrivano come qualcuno che si ferma a pensare. Quella lentezza dà anche ai pezzi brevi una sensazione di completezza — guardi un piccolo mondo formarsi e poi dissolversi.
Ogni cineasta lascia un’impronta. Uno ama i momenti domestici silenziosi, un altro insegue immagini strane e surreali. Quella varietà tiene le cose vive — non ti annoi mai. Tecnicamente è solido (buono il suono, chiara l’immagine), ma la cosa principale è la mano umana. Ti sembra di guardare l’ossessione di qualcuno, non un piano di marketing, e questa è la parte che rimane.













